Gruppo Giannone è una struttura giovane, nata dalla sinergia di professionisti operanti nel settore internet, grafica, fotografia, marketing, pubblicità, comunicazione, stampa, editoria e promozione. Grazie alla professionalità, alla competenza ed alla passione ha già conquistato numerose piccole, medie e grandi aziende che si affidano con successo alla consulenza ed ai servizi del Gruppo. Gruppo Giannone è il partner ideale per ogni esigenza di immagine e di promozione, in rete e su stampa.

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Gruppo Giannone dispone di diversi database di indirizzi email ordinati per categorie: sono giornalisti professionisti, pubblicisti, redazioni di testate televisive, cartacee, radiofoniche ed internet.

L'invio dei comunicati stampa avviene nel rispetto delle normative sulla privacy e soprattutto rendendo non visibili gli indirizzi della lista ad ogni persona che riceve (una brutta abitudine di chi invia notizie e comunicati in modo amatoriale, ad esempio attraverso le normali caselle di posta elettronica). Viene effettuato un controllo sulla validità di ogni singolo indirizzo email, ciò per sincerarci che ogni indirizzo in database abbia ricevuto il comunicato.

Gli indirizzi vengono costantemente aggiornati: non di rado i giornalisti o gli organi di stampa cambiano indirizzo di posta elettronica. Ogni indirizzo, nel rispetto della normativa sulla privacy, riceve la motivazione della presenza dell'indirizzo stesso in database e le eventuali istruzioni per la sua rimozione. Gestiamo l'invio dei comunicati on-line, ciò ci consente di inviarli in tempo reale anche trovandoci fuori sede, presso il domicilio del cliente, durante un evento...

ATTENZIONE, ecco perchè evitare il FAI-DA-TE, dal sito del GARANTE DELLA PRIVACY sull'argomento email.

Newsletter 10 - 16 febbraio 2003 * Privacy su Internet. Gli indirizzi e-mail non sono pubblici * Gli indirizzi e-mail non sono pubblici Gli indirizzi di posta elettronica non sono liberamente utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in rete.

La vasta conoscibilità degli indirizzi e-mail che Internet consente, non rende lecito l’uso di questi dati personali per scopi diversi da quelli per i quali sono presenti on line. Gli indirizzi e-mail non sono, insomma, "pubblici" come possono essere quelli presenti sugli elenchi telefonici. Il principio è stato ribadito dall’Autorità Garante (composta da Stefano Rodotà. Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan) che ha affrontato in questi ultimi mesi diversi casi di utenti che avevano segnalato la pratica ormai diffusa di inviare e-mail commerciali ad indirizzi di posta elettronica raccolti in rete.

Alle proteste degli utenti, le società che avevano inviato le e-mail rispondevano che non vi era stata alcuna violazione della privacy perché gli indirizzi erano stati reperiti su Internet (spesso attraverso appositi software) e che pertanto erano "pubblici". Niente di più sbagliato, afferma l’Autorità. Gli indirizzi di posta elettronica non provengono, infatti, da pubblici registri, elenchi, atti o documenti formati o tenuti da uno o più soggetti pubblici e non sono sottoposti ad un regime giuridico di piena conoscibilità da parte di chiunque. La circostanza che l’indirizzo e-mail sia conoscibile di fatto, anche momentaneamente, da una pluralità di soggetti non lo rende, infatti, liberamente utilizzabile e non autorizza comunque l’invio di informazioni, di qualunque genere, anche se non specificamente a carattere commerciale o promozionale, senza un preventivo consenso. L’Autorità sottolinea che l’eventuale disponibilità in Internet di indirizzi di posta elettronica, anche se resi conoscibili dagli interessati per certi scopi (ad esempio su un sito istituzionale o anche aziendale) attraverso siti web o newsgroup, va "rapportata alle finalità per cui essi sono pubblicati sulla rete".

A maggior ragione questo principio vale in caso di uso indebito di software che rastrellano automaticamente migliaia di indirizzi in rete o li creano "a tavolino" a prescindere da un accertamento sulla loro effettiva esistenza. Per poter inviare e-mail senza violare la privacy degli utenti web è obbligatorio, dunque, ottenere prima il loro consenso. Uno degli ultimi casi di cui si è occupato il collegio del Garante ha riguardato un docente che si era visto recapitare una e-mail pubblicitaria al proprio indirizzo di posta elettronica, presente per finalità di istituto, sul sito dell’università presso la quale insegna.

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